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Introduzione alla lingua dei gatti: Segnali della coda

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Benché sia una lingua ancora non ben chiara per noi, le scuole di linguaggio felino sono poche. È una lingua di segni con molte variabili e una delle più caratteristiche è rappresentata dai movimenti della coda. Con essa i gatti sono in grado di trasmettere quasi tutti i loro sentimenti ed emozioni.

In questo articolo proveremo a chiarire i segnali essenziali affinché le conversazioni tra te e il tuo gatto non siano dialoghi senza senso.

*”Ciao! Sono lieto di vederti”

Se vedi la sua coda in verticale mentre ti viene incontro, puoi essere contento. È felice di stare lì con te. Lo stesso significato ce l'ha una coda in verticale che sembra un punto interrogativo o con un lieve movimento oscillatorio.

*”Sono spaventato”

Abbassando la coda e tenendola attaccata al corpo, o dritta tra le zampe posteriori, il nostro gatto manifesta la sua paura. Potrebbe anche essere accovacciato fissando ciò che lo spaventa, tenendo la parte posteriore abbassata rispetto a quella anteriore e tentare la fuga.

*”Ne ho abbastanza”

Se, all'improvviso la coda del nostro gatto inizia a muoversi rapidamente da una parte all'altra o contro il pavimento, è il momento di lasciarlo in pace. È possibile che sia un po' irritato e, avvicinandoci potremmo peggiorare la situazione. Lasciamolo un po' da solo e tutto tornerà alla normalità.

*”Non ti avvicinare”

Sentendosi minacciati, ad esempio, in presenza di un cane sconosciuto, i gatti danno un segnale molto chiaro. Arcuano la coda sul dorso creando una U al contrario, inarcano la spalla e si posizionano di lato per sembrare più grandi. Infine rizza il pelo. In alcune specie di gatti una forma simile della coda può apparire durante il gioco. In questo caso il significato sarà: “Giochiamo?” In tal caso vi saranno altri segnali fisici, come una presentazione laterale del corpo e dei saltelli di invito al gioco.

Con queste piccole traduzioni possiamo comprendere a livello elementare ciò che la coda del nostro amico felino ci vuole dire, senza essere gatti o fare una scuola specifica. Tuttavia è bene ricordare che queste sono regole generali e ciascun gatto ha il proprio “gergo”.

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