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    Antinfiammatori per cani. Usi ed effetti avversi

    L'uso frequente di farmaci antinfiammatori nei cani richiede un'analisi più approfondita dei loro effetti avversi. Sono state documentate le conseguenze gastrointestinali, così come la tossicità renale ed epatica, ma questi farmaci aumentano anche la pressione sanguigna e il post-carico cardiaco.

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    Introduzione

    La categoria degli antinfiammatori comprende una vasta gamma di farmaci il cui scopo principale consiste nel ridurre l'infiammazione, il dolore e la febbre. I glucocorticoidi e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono molto utilizzati nella medicina veterinaria dei piccoli animali. Questi farmaci sono potenti antinfiammatori utilizzati per trattare un'ampia gamma di patologie. Le principali azioni antinfiammatorie di queste tipologie di farmaci comprendono la soppressione delle sostanze proinfiammatorie e di altri mediatori, influenzando così le funzioni metaboliche e del sistema immunitario. 

    farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) tendono ad avere un'azione più forte, ma anche ad avere effetti più negativi a breve termine sugli animali, soprattutto nel caso dei cani. I glucocorticoidi, invece, sono meno specifici e possono avere gravi effetti a medio termine. La farmacologia, le indicazioni cliniche e gli effetti collaterali di ciascuna tipologia di farmaci sono illustrati di seguito.

    Principali effetti secondari dell'uso continuato dei corticosteroidi per cani

    • Immunosoppressione. I corticosteroidi inibiscono l'elaborazione dell'antigene da parte dei macrofagi, diminuiscono la sintesi di alcune proteine che potrebbero agire come anticorpi e riducono il numero dei linfociti T, deprimendo il sistema linfoide. Esercitano quindi un significativo effetto immunosoppressivo che, se da un lato può essere benefico nel trattamento di patologie immunomediate, dall'altro può anche essere dannoso in quanto predispone l'animale a soffrire di diversi tipi di infezioni. Ecco perché in alcuni casi i corticosteroidi sono accompagnati da antibiotici, per prevenire la comparsa di infezioni opportunistiche.
    • Difficoltà gastrointestinali. Uno degli effetti collaterali più comuni dei corticosteroidi per cani, soprattutto se usati a dosi molto elevate o mantenuti a lungo termine, sono il vomito e la diarrea. Questi farmaci provocano anche un aumento della produzione di pepsina e di acido cloridrico che, oltre ad esercitare un'azione inibitoria sulla sintesi delle prostaglandine, possono causare ulcerazione o persino perforazione gastrointestinale, come dimostrato in uno studio condotto presso l'Università di Berna2. Questo è uno dei motivi principali per cui il loro utilizzo è accompagnato da gastroprotettori.

    corticosteroidi per cani

    Principali effetti secondari dell'uso continuato dei corticosteroidi

    corticosteroidi sono farmaci lipofili che penetrano nella cellula per diffusione passiva. Quando si legano al loro recettore citoplasmatico, si dimerizzano e passano nel nucleo, dove agiscono sul DNA e influenzano la regolazione genica e altri fattori di trascrizione. I glucocorticoidi esercitano un'azione antinfiammatoria disattivando i geni che codificano citochine, chemochine e altri mediatori dell'infiammazione, tra cui molecole di adesione, peptidi infiammatori e recettori dei mediatori.

    glucocorticoidi diminuiscono il movimento e l'attività dei globuli bianchi e dei fibroblasti e inibiscono l'espressione della ciclossigenasi (COX)-2, le citochine, i fattori di adesione cellulare e il rilascio di istamina. A seconda della dose, possono essere immunosoppressivi o antinfiammatori. Producono però anche effetti secondari indesiderati, soprattutto in caso di trattamenti prolungati. Alcuni di questi sono:

    • Immunosoppressione. I corticosteroidi inibiscono la produzione di citochine proinfiammatorie e molecole di adesione e inibiscono la COX-2. Riducono inoltre l’attività dei macrofagi, diminuendo la sintesi degli anticorpi e riducendo il numero di linfociti T. Esercitano quindi un significativo effetto immunosoppressivo che, se da un lato può essere benefico nel trattamento di patologie immunomediate, dall'altro può anche essere dannoso in quanto predispone l'animale a soffrire di diversi tipi di infezioni opportuniste. 
    • Ulcere gastrointestinali. Uno degli effetti collaterali più comuni dei corticosteroidi, soprattutto se usati a dosi molto elevate, sono il vomito, la diarrea e le ulcere gastrointestinali. Alcuni di questi effetti sono dovuti alla loro azione inibitoria sulla sintesi delle prostaglandine, le quali fanno parte dei meccanismi di protezione della mucosa dello stomaco e della parte prossimale del duodeno; la loro inibizione può causare ulcerazioni o perforazioni gastroduodenali. Non è stato dimostrato che l'aggiunta di gastroprotettori prevenga l'insorgenza di tali patologie, pertanto se ne sconsiglia l'uso di routine in associazione. I glucocorticoidi non devono poi essere utilizzati contemporaneamente ai FANS a causa del maggior rischio di ulcerazione gastrointestinale. 
    • Diabete. I corticosteroidi hanno un effetto antagonista dell'insulina, aumentano la gluconeogenesi e inibiscono l'utilizzo periferico del glucosio, aumentando il deposito di glicogeno nel fegato. Questo meccanismo può generare iperglicemia, a causa di cui alcuni animali (in particolare i gatti) possono essere portati a sviluppare il diabete mellito, soprattutto quelli che sono già in uno stato pre-diabetico. Altri effetti endocrini: iperadrenocorticismo iatrogeno, l'eccesso di cortisolo può causare sintomi associati alla sindrome di Cushing (poliuria, polidipsia, alopecia, addome pendulo, ecc.). Si verifica anche una diminuzione della produzione di ormoni tiroidei.
    • Problemi cardiovascolari. I glucocorticoidi possono influenzare la funzione del muscolo cardiaco e causare ritenzione di liquidi. Se ne raccomanda un utilizzo con la massima precauzione nei pazienti con malattie cardiache, poiché l'insufficienza cardiaca congestizia è un rischio potenziale, soprattutto nei gatti.

      Guida Gastrointestinale
    • Ritardo nella guarigione delle ferite/sarcopenia/riduzione del riassorbimento osseo. I corticosteroidi bloccano l'anabolismo proteico e la proliferazione di fibroblasti e collagene, che può causare atrofia e debolezza muscolare, ritardo nella cicatrizzazione, riduzione della matrice ossea e inibizione della crescita ossea longitudinale. Questi meccanismi spiegano sia la crescita stentata degli animali giovani sia le difficoltà di guarigione delle ferite. Per questo motivo il suo utilizzo è sconsigliato dopo l'intervento chirurgico o in caso di ferite aperte.
    • Effetti renali. Provocano un aumento della velocità di filtrazione glomerulare. Inibizione dell'ormone antidiuretico, con conseguente poliuria e polidipsia. Aumento della proteinuria. Ritenzione di acqua, sodio e cloruro. Aumento dell'escrezione di potassio e calcio. 
    • Cambiamenti comportamentali. Gli animali trattati con corticosteroidi erano significativamente meno disposti ad attività di gioco, mostrandosi più nervosi e irrequieti, più paurosi, meno sicuri di sé, con tendenza ad evitare persone o situazioni insolite. Possono inoltre presentare polifagia.
    • Effetti su emocromo, analisi biochimiche e coagulazione. Aumento del numero di neutrofili maturi in circolo, diminuzione dei linfociti e degli eosinofili. Eritrocitosi, trombocitosi e ipercoagulabilità. Questi pazienti sono più soggetti a tromboembolismo. Aumento degli enzimi epatici, in particolare della fosfatasi alcalina nei cani.

    Principali effetti secondari dell'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei

    farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono un gruppo di farmaci con proprietà analgesiche e antinfiammatorie che spesso vengono utilizzati in medicina veterinaria come antinfiammatori e analgesici

    I FANS sono inibitori variabili della COX-1, della COX-2, di entrambe o della COX-3, con conseguente riduzione della sintesi di prostaglandine. Queste molecole possono essere aumentate negli stati infiammatori, ma hanno anche una funzione costitutiva e sono coinvolte in molte funzioni omeostatiche.

    Gli effetti collaterali dei FANS sono associati all'inibizione di queste funzioni costitutive della COX-1, della COX-2 e della COX-3; a seconda del FANS scelto, queste molecole vengono inibite più o meno selettivamente. Alcuni inibiscono sia la COX-1 che la COX-2 (aspirina, fenilbutazone, ketoprofene, flunixin meglumina), mentre altri inibiscono preferenzialmente la COX-2 e in misura minore la COX-1 (meloxicam, carprofene, etodolac, acido tolfenamico). Altri inibiscono selettivamente la COX-2 (deracoxib, firocoxib, robenacoxib). Altri infine presentano una maggiore inibizione della COX-3. È importante tenere in considerazione il fatto che il calcolo della dose di qualsiasi FANS deve basarsi sul peso corporeo ideale e non sul peso effettivo nei pazienti in sovrappeso o obesi.

    • Ulcere gastrointestinali. Uno degli effetti collaterali più comuni, soprattutto se usati a dosi molto elevate, sono il vomito, la diarrea e le ulcere/perforazioni gastrointestinali. Il loro meccanismo d'azione inibisce parte dei meccanismi protettivi della mucosa gastrica e duodenale. Non è stato dimostrato che l'aggiunta di gastroprotettori prevenga l'insorgenza di tali patologie, pertanto se ne sconsiglia l'uso di routine in associazione. Non devono poi essere utilizzati contemporaneamente ai glucocorticoidi a causa del maggior rischio di ulcerazione gastrointestinale. 

    I FANS non devono essere somministrati a pazienti con lesioni renali acute o uremia, insufficienza epatica, disidratazione, ipotensione o condizioni associate a un basso "volume circolante effettivo". In situazioni di ipovolemia possono verificarsi lesioni renali secondarie alla somministrazione di FANS, a seguito dell'inibizione della sintesi delle prostaglandine, che agiscono fisiologicamente proteggendo la funzione renale. Si raccomanda dunque di eseguire sempre gli esami del sangue prima di prescrivere i farmaci per determinare un punto di confronto iniziale, per poi ripeterli periodicamente. Ovviamente, questi farmaci dovrebbero essere usati con estrema cautela negli animali che già soffrono di malattie epatiche o renali. Un altro effetto avverso legato all'uso dei FANS in medicina veterinaria è la riduzione della capacità di aggregazione piastrinica. Possono inoltre avere effetti negativi sull'apparato riproduttivo e sul feto, come l'interruzione del travaglio, difetti nell'ovulazione e nell'impianto dell'ovulo nell'utero o anomalie vascolari fetali.

    Immunonutrizione nei cuccioli

    Riferimenti bibliografici
    • Masters, A. K. et. Al. (2018) Effects of short-term anti-inflammatory glucocorticoid treatment on clinicopathologic, echocardiographic, and hemodynamic variables in systemically healthy dogs. Am J Vet Res; 79(4): 411-423.
    • Notari, L. et. Al. (2015) Behavioural changes in dogs treated with corticosteroids. Physiol Behav; 151: 609-616.
    • Monteiro-Steagall BP, Steagall PV, Lascelles BD. Systematic review of nonsteroidal anti-inflammatory drug-induced adverse effects in dogs. J Vet Intern Med. 2013 Sep-