Emangiosarcoma nei cani. Sopravvivenza dopo la resezione chirurgica | Vets & Clinics

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Emangiosarcoma nei cani. Sopravvivenza dopo la resezione chirurgica

L'emangiosarcoma è un tumore maligno che ha origine nelle cellule dell'endotelio vascolare e che rappresenta circa l'1-5% di tutti i tumori del cane, anche se, all'interno delle neoplasie cardiache, l'emangiosarcoma nel cane è dieci volte più frequente delle altre forme.1 Ha origine in qualsiasi organo dotato di endotelio vascolare, ragion per cui che può presentarsi in qualsiasi regione del corpo.

Medicina e cura

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L'età media in cui si presenta è di circa 10 anni, con predisposizione nelle razze Pastore Tedesco, Golden Retriever, Labrador Retriever e Boxer, pur potendo comparire anche nelle razze di piccola taglia. I punti di insorgenza più comuni sono la milza, l'atrio destro e la pelle. Si tratta di una neoplasia ad alta capacità di metastasi, con presenza più frequente di metastasi a livello epatico e polmonare.

Clinicamente la sintomatologia varia a seconda della localizzazione. Presenta sintomi generali (anoressia, inappetenza, ecc.) e, data la natura vascolare del tumore, emorragie che possono essere da lievi a gravi, fino a provocare un vero e proprio shock emorragico. A livello cardiaco, presenta considerazioni particolari, in quanto può causare sincope a causa di ostruzione vascolare e/o versamento pericardico in grado di costituire un tamponamento

Per quanto riguarda il trattamento dell'emangiosarcoma nel cane, l’intervento chirurgico è il trattamento di elezione, con l'exeresi che è particolarmente importante quando c’è un coinvolgimento cardiaco, data l'urgenza delle possibili complicazioni (tamponamento, ecc.).

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Per valutare la necessità di un trattamento adiuvante, presentiamo uno studio condotto a Philadelphia nel 2005 per il quale sono stati selezionati 23 cani con diagnosi di emangiosarcoma atriale, suddivisi in due gruppi di trattamento: intervento chirurgico e intervento chirurgico con chemioterapia adiuvante.

Nello studio svolto, il sintomo iniziale della malattia era la sincope nel 35% dei cani. In seguito i sintomi generali (come l’affaticamento) sono risultati essere i più frequenti. L'intervento consisteva in una pericardiectomia associata all'asportazione del tumore e ha avuto i seguenti risultati:

  • I cani trattati con chemioterapia adiuvante (8) hanno avuto una sopravvivenza significativamente maggiore rispetto ai cani trattati con la sola chirurgia.
  • Il numero medio di giorni di sopravvivenza nel gruppo di chirurgia e chemioterapia adiuvante è stato di 164 giorni, rispetto ai 46 giorni del solo trattamento chirurgico.

Pertanto, sulla base dei risultati precedenti, attualmente è accettato come trattamento ideale per l'emangiosarcoma atriale canino l’intervento chirurgico seguito da chemioterapia adiuvante. In altre sedi, come il rene, non sono chiare le evidenze a favore dell'uso della chemioterapia adiuvante.2 Inoltre, non vi è consenso unanime su quale sia il regime chemioterapico ideale, con gli attuali regimi a base di doxorubicina che sono i più utilizzati.

Tuttavia, non bisogna dimenticare che un adeguato stato nutrizionale del cane aumenterà le probabilità di successo dei trattamenti, per cui una dieta idonea è necessaria al fine di garantire un corretto stato immunitario.

Bibliografia:
Yamamoto S, Hoshi K, Hirakawa A, Chimura S, Kobayashi M, Machida N. Epidemiological, clinical and pathological features of primary cardiac hemangiosarcoma in dogs: a review of 51 cases. J Vet Med Sci. 2013
Lana S, Uren L, Plaza S, Elmslie R, Gustafson D, Morley P, Dow S. Continuous Low-Dose Oral Chemotherapy for Adjuvant Therapy of Splenic Hemangiosarcoma in Dogs. J Vet Intern Med 2007;21: 764769

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