Epilessia nei cani: novità e approccio terapeutico dello stato epilettico | Vets & Clinics

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Epilessia nei cani: novità e approccio terapeutico dello stato epilettico

Ogni giorno compaiono novità a proposito dell'epilessia nei cani. Oggi informiamo sui più recenti sviluppi e ripassiamo le linee guida sullo stato epilettico. In questo post ti aggiorniamo sulle ultime novità per quanto riguarda l'epilessia nei cani. Analizzeremo alcuni abstract recenti e parleremo dell'approccio terapeutico.

Medicina e cura

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Epilessia nei cani di eziologia criptogenica

  • Valutazione della prevalenza e dei risultati clinici dell'epilessia criptogenica nei cani: 45 casi (2003-2011). Schwartz et al. J Am Vet Med Assoc 2013;242: 651-657 Si tratta di uno studio retrospettivo nel quale, analizzando 214 casi, si determinano la prevalenza e le caratteristiche cliniche dell'epilessia nei cani di età pari o superiore a 7 anni. Il 21% (41) degli animali presentava un'epilessia criptogenica rispetto al 79% (169) di casi sintomatici. Al termine del monitoraggio, l'89% (40) aveva ricevuto uno o più farmaci antiepilettici (FAE). Nei cani con epilessia criptogenica, il tempo medio di sopravvivenza a partire dalla diagnosi di epilessia è stato di 52 mesi. 7 di loro sono morti a causa delle crisi o dei FAE.  

Nuovi FAE

  • Efficacia clinica e sicurezza dell'imepitoina rispetto al fenobarbital per il controllo dell'epilessia idiopatica nei cani. Tipold A et al. J Vet Pharmacol Ther 2014 Studio multicentrico svolto su 226 cani per valutare la sicurezza e l'efficacia dell'imepitoina, un nuovo farmaco antiepilettico, rispetto al fenobarbital. L'imepitoina, somministrata due volte al giorno a dosi crescenti da 10, 20 o 30 mg/kg, ha dimostrato risultati simili a quelli del fenobarbital nel controllo delle crisi. Gli effetti indesiderati sono stati maggiori nel gruppo del fenobarbital, compreso l'aumento degli enzimi epatici. Tale effetto non è stato osservato nel gruppo dell'imepitoina.  

Fattori di rischio per la sopravvivenza dei cani affetti da epilessia

  • Fattori di rischio per la sopravvivenza in una popolazione di cani affetti da epilessia di una clinica veterinaria. Fredso N et al. J Vet Intern Med 2014 Sono stati valutati i fattori di rischio per la sopravvivenza in cani affetti da epilessia e il tempo di sopravvivenza in cani con epilessia idiopatica o sintomatica. Tra il 2002 e il 2008 è stata condotta un'analisi retrospettiva su cani affetti da epilessia. Sono stati selezionati 102 cani: 78 con epilessia idiopatica e 24 con epilessia sintomatica. L'aspettativa media di vita è stata di 7,6 anni (tutti), 9,2 anni (idiopatica) e 5,8 anni (sintomatica). Il trattamento con due farmaci antiepilettici non ha influito negativamente sulla sopravvivenza (p = 0,056). La conclusione è stata che i cani affetti da epilessia idiopatica possono avere un'aspettativa di vita simile agli altri animali. Inoltre, si è giunti alla conclusione che, nel caso in cui la monoterapia non sia sufficiente, l'uso di 2 FAE non aggrava la prognosi.  

Approccio terapeutico dello stato epilettico

Se un cane manifesta uno stato epilettico, deve essere iniziato un trattamento antiepilettico, contemporaneamente alla stabilizzazione sistemica, all’elaborazione dell’anamnesi clinica e agli esami complementari. Ripassiamo le linee guida del BSAVA.

Come prima linea di trattamento abbiamo: Diazepam 0,5-2 mg/kg (e.v. o p.r.) o Midazolam 0,07-0,22 mg/kg (e.v. o i.m.). Se, dopo l'inizio di questo trattamento, la situazione di stato epilettico persiste, è possibile ripetere fino a 3 dosi o iniziare un'infusione di Diazepam (0,5-2 mg/kg/h diluiti in destrosio al 5% o soluzione salina allo 0,9%).

Come seconda linea di trattamento c'è il fenobarbital, alla dose di 2-4 mg/kg e.v. o i.m., ripetibile due volte se le crisi persistono. Se con questo farmaco lo stato epilettico nel cane persiste, ci troviamo di fronte a uno stato refrattario. In questo caso occorre iniziare una perfusione di fenobarbital a 2-4 mg/kg/h (massimo 24 mg/kg/24h). Se nonostante ciò il cane continua a manifestare lo stato epilettico, occorre iniziare la sedazione con propofol 4-8 mg/kg in bolo o pentobarbital 2-15 mg/kg in bolo. Se la situazione non si risolve, occorre iniziare la perfusione di propofol a 6-12 mg/kg/h o di pentobarbital 1-5 mg/kg/h. Una volta stabilizzata la situazione, le dosi vanno ridotte del 25% ogni 2 ore a seconda dell'effetto.

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